Questo articolo é stato da me scritto il 6 marzo per la rivista “Noi Cittadini per la sicurezza”.

Oggi tutti i quotidiani ne parlano. Casualità ?

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Molti amici sollecitano un mio esame sui risultati delle recenti elezioni politiche che hanno rinnovato il Parlamento Italiano nonché su quelle che hanno ridisegnato il Consiglio Regionale della Lombardia e l’elezione del nuovo Presidente della Regione.

Pur confessando la mia poca esperienza quale “analista politico” non mi sottraggo alla sollecitazione partendo dall’assunto che il voto, tutti i voti liberamente espressi dal popolo, siano egualmente accettati, riconosciuti e rispettati. Ciò vale per quelli assegnati al “Movimento 5 Stelle”, al “P.D.L.”, al “P.D.” ed alla “Scelta Civica Monti” i cui rappresentanti oggi legittimamente siedono negli scranni della Camera dei Deputati e in quelli del Senato della Repubblica.

Sentendo i leader di queste formazioni politiche poco si comprende – fino ad oggi – quale sarà il Governo che reggerà le sorte della nostra Italia e quali saranno le maggioranze parlamentari che lo sorreggeranno con un frequente ricorso alla “fiducia” atteso che al Senato nessun partito e movimento ha la maggioranza assoluta e che eventuali alleanze paiono difficili ove non improbabili e, comunque, verosimilmente instabili.

Ecco perché, ancor prima di analizzare il successo di Grillo, la vittoria politica di Berlusconi e la sconfitta politica di Bersani sarà meglio prendere atto che ancor prima di discutere su questo o quel governo, su questa o quella coalizione, su questo o quel leader sarebbe meglio analizzare i pericoli che l’Italia può correre nel momento in cui l’instabilità politica dovesse portarci ad un ripetuto ricorso alle urne.

Qui l’analisi diviene complessa ed i rischi risultano bene evidenziati da una magistrale lezione di storia che il Professor Cosimo CECCUTI primo titolare di cattedra di Storia contemporanea in Italia, professore ordinario in storia contemporanea presso l’Università di Firenze, ha impartito con un articolo apparso sul quotidiano “QN IL GIORNO” del 6 marzo 2013 sotto il titolo: “”La lezione di Hitler, i rischi di tornare a votare”. Il chiarissimo professore rimandando il lettore alla traduzione apparsa in “rete” di alcuni passi del discorso pronunciato da Adolf Hitler a Berlino il 4 aprile 1932 in occasione delle elezioni presidenziali, reputa che l’interessamento della rete al discorso sia l’accostamento a Grillo per toni e contenuti nell’aggressivo attacco ai partiti politici.

«Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media è in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati … Sono loro i responsabili». «Noi non siamo come loro! — è ancora Hitler che arringa centomila berlinesi —. Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!… Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico … noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. È un movimento che non può essere fermato… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo …».

“chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare.

Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati … sono loro i responsabili!

Io vengo confuso … oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento … mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico … noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato … non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta … noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo …””

Certo i tempi erano diversi, il contesto storico è diverso, ma la crisi economica, l’impoverimento dei ceti medi, l’inarrestabile disoccupazione ed il conseguente disagio delle famiglie che fanno fatica a fare quadrare i conti sembra fotografare la realtà odierna dell’Italia. Le abbastanza evidenti analogie inducono ad una riflessione ed a farmi dire che per la democrazia italiana il ravvicinato ricorso al voto è un autentico rischio perché il disagio e la protesta se portati alla loro forma più oltranzista e radicale minano la stabilità del sistema democratico.

Oggi non posso affermare se quando il lettore scorrerà queste parole la situazione sarà mutata. Oggi posso solo augurarmi che gli eletti ed i loro leader sappiano ricercare e dare vita alla composizione di una maggioranza che, dopo avere abbandonato toni radicali e oltranzisti, possa passare – per il bene dell’Italia – dalla parole ai fatti concreti. Pochi punti essenziali in grado di garantire la governabilità ed avviare concretamente una ripresa economica e sociale dell’Italia sono la medicina per allontanare un nuovo ricorso alle urne che, come abbiamo visto, porta con se in grave pericolo. (Questo articolo è stato redatto in data 6 marzo 2013)

  HA DETTO: Adolf Hitler

hitler

“”chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati … sono loro i responsabili! Io vengo confuso … oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento … mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico … noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato … non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta … noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo …””

 HA DETTO: Beppe Grillo

 grillo

Il Movimento non è un partito politico, né si intende lo diventi in futuro. Non è fascista , non è di destra, né di sinistra. Vuole realizzare la democrazia diretta, leliminazione dei partiti.

I partiti sono morti: la concezione vecchia della politica. Noi non vogliamo commistioni con i morti.

il Movimento non farà alleanze, limpegno è presente nel codice firmato da tutti gli eletti.””