CONSIGLIO COMUNALE del  27 giugno 2011

Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori e Colleghi Consiglieri, lo scorso 30 maggio i milanesi hanno scelto chi deve governare la Città e con quale programma. Auguro a tutti buon lavoro, ciascuno nel proprio ruolo. Per quanto mi compete opererò secondo gli stessi principi che hanno ispirato il nostro lavoro per Milano negli ultimi cinque anni di governo.

Lavorerò in quest’aula, come sul territorio, fra la gente e con la gente che chiede di essere rappresentata da una coalizione moderata, che crede nella famiglia come cellula prima su cui si basa la nostra comunità e che valorizza il rapporto con la società civile, ricca e viva, in una cultura sussidiaria, partecipativa e solidale.

Mi auguro che questo proposito venga condiviso e attuato anche dai colleghi di maggioranza, anche se le prime prese di posizione e i comportamenti della Giunta vanno in ben altra direzione.

CONTRADDIZIONI

Le linee programmatiche del Sindaco e della Giunta si presentano generiche e poco consistenti, con affermazioni ideologiche e contraddittorie.

FRAMMENTAZIONE DELLE DELEGHE

A proposito della formazione della Giunta e dalla distribuzione delle deleghe non posso esimermi dal manifestare perplessità sulla scelta del neo-Sindaco di frammentare in almeno tre strutture diverse l’Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali. La nuova maggioranza, a mio avviso, non ha saputo cogliere l’innovazione (ampiamente riconosciuta dal CNEL come “MODELLO MILANO”) di mantenere unite queste competenze, dando vita ad un sistema integrato di welfare locale, centrato sull’unitarietà della persona, sull’efficacia degli interventi e degli investimenti sociali.

O piuttosto, non ha potuto mantenere questo schema di successo, sacrificando l’efficienza e l’efficacia ad una logica di distribuzione di poltrone da parte di una coalizione, che mostra già segni di divisione.

Tra l’altro, nelle nuove deleghe, si parla di istruzione, di welfare ma passa in secondo piano il riferimento alla famiglia, che per me è quella sancita dalla Costituzione. Chiedo che si passi da una generica idea di “comunità affettive” a politiche che tengano conto della centralità della famiglia e della sua funzione sociale, riconoscendone il valore in un sistema di equità familiare, dove la famiglia venga promossa e sostenuta, anche nella sua capacità di associarsi e di proporre politiche che tengano conto, non solo del reddito, ma anche del numero dei componenti.

LA FAMIGLIA E’ QUELLA SANCITA DALLA COSTITUZIONE

Ribadisco la mia posizione che è quella del pieno rispetto dei comportamenti individuali. I diritti personali sono sempre stati riconosciuti a tutti. E devono essere riconosciuti a tutti, ci mancherebbe altro. Ma un’altra cosa è la famiglia.

La priorità è promuovere, sostenere e valorizzare la famiglia fondata sul matrimonio, così come sancita dalla Costituzione.

Se poi consideriamo la situazione di difficoltà economica e di crisi della famiglia, penso che una nuova amministrazione abbia il compito di affrontare il tema con decisione. Fino ad oggi non vedo altro che dichiarazioni contraddittorie e ideologiche.

Sono contraria all’ostentazione delle diversità, non condivido le esagerazioni e neppure chi utilizza questi momenti per attaccare la Chiesa e avere comportamenti non rispettosi. Milano è una città aperta e accogliente.

Voglio ribadire la mia disponibilità a collaborare con tutte le iniziative del Consiglio tese a salvaguardare la famiglia e che traducono in politiche questi principi.

Altro tema che ho a cuore riguarda le politiche di valorizzazione del ruolo della donna nella famiglia di oggi e nella società. Il sistema di welfare che abbiamo costruito ha tenuto fortemente conto delle esigenze di conciliazione dei tempi della vita, e quindi della famiglia e del lavoro. Lo straordinario valore aggiunto allo sviluppo di queste tematiche è frutto della condivisione con le Associazioni Femminili cittadine. Dobbiamo continuare a lavorare per coinvolgere il mondo del lavoro e delle imprese, valorizzando le buone pratiche che già esistono sul territorio milanese-

NIDI E MATERNE

La mia è una posizione di coerenza, non di critica politica fine a se stessa. Vorrei, infatti, ricordare come in questi cinque anni abbiamo potenziato i servizi di sostegno a tutte le famiglie, che a Milano sono 700.000: più posti nido, più posti nelle case vacanze e nei centri estivi, più aiuti alle giovani coppie con figli, gratuità per le scuole d’infanzia e per i libri di testo.

Come ho già avuto modo di chiarire rispetto a posizioni che ritengo mistificatorie e strumentali, abbiamo dato un posto nido e nelle scuole dell’infanzia a tutti, dove i posti offerti sono stati più delle domande e certamente l’obiettivo è stato quello di salvaguardare chi è più debole e con i redditi più bassi, anche aumentando le gratuità. Certamente la priorità spetta alle famiglie che risiedono nel Comune di Milano.

I posti per i bambini ci sono, occorre fare chiarezza nelle graduatorie. Secondo il sistema adottato dall’amministrazione Moratti, i bambini che hanno già compiuto 3 anni  e quelli che non li hanno ancora compiuti, rientrano in graduatorie diverse. Una scelta, questa, mirata a tutelare i primi che non hanno alternative, mentre per gli anticipatari ci sono le sezioni primavera o la permanenza nei nidi. Abbiamo operato questa distinzione nell’interesse delle famiglie e abbiamo sempre trovato un equilibrio tale per cui nessuno rimanesse senza posto.

Dico di più: il Comune di Milano ha un sistema misto che offre oltre il 50% dei posti rispetto ai bambini nati, ben oltre l’obiettivo di Lisbona, unico Comune in Italia.

Grazie alle Giunta Moratti si apriranno a settembre 4 nuovi nidi che aumenteranno in 5 anni l’offerta di posti per oltre 3.500 bambini in più. Ma rimando l’approfondimento del discorso in sede di commissione.

CUSTODI SOCIALI

Grazie ai Custodi Sociali, Milano può vantare di essere l’unica città in Italia ad avere un servizio finalizzato ad intercettare il bisogno degli anziani e delle fasce deboli, realizzando prevenzione e presa in carico precoce.

LAVORO PER I FRAGILI

Uno dei problemi prioritari della Città è quello di aiutare le persone che da sole non ce la fanno ad inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro. Solo nel 2010 abbiamo collocato al lavoro più di 500 adulti in difficoltà. Abbiamo offerto sostegno alle famiglie, aiutandole a risollevarsi senza cadere in una pericolosa logica assistenzialista, che può generare dipendenza. Questo è il rischio che si correrebbe con l’introduzione di forme di sostegno quali il reddito minimo di inserimento.

IMMIGRAZIONE E INCLUSIONE

Ci siamo presi a cuore la sicurezza, la formazione e la crescita dei nostri ragazzi, abbiamo dato vita al progetto START per l’integrazione dei minori stranieri, promuovendo cultura, inclusione degli alunni e delle loro famiglie nel territorio.

Milano deve continuare ad essere capace di accogliere nella legalità.

Condivido l’approccio costruttivo di fare opposizione, annunciato già dai colleghi. Insieme non dobbiamo lasciar cadere quel “Modello Milano” che abbiamo costruito in questi anni, con risultati importanti come, ad esempio,  il Piano di Governo del Territorio, il Piano di Zona ed Expo 2015, ottenuto grazie alla passione di Letizia Moratti.

ENERGIE DELLA SOCIETA’ CIVILE

C’è un impegno che mi sta particolarmente a cuore e che riguarda la valorizzazione delle moltissime energie espresse dalla società civile milanese.

Dobbiamo unire gli sforzi di chi fa di Milano la locomotiva economica del Paese all’impegno di chi la rende oggi Capitale del volontariato, dell’inclusione sociale; ma anche di chi garantisce un prezioso, costante contributo alla cultura, alla formazione, all’educazione, alla tutela ambientale e allo sport, per tutti, in particolare per i giovani.

La forza e la grandezza di Milano stanno nella dignità, nella civiltà,  nella generosità, nel coraggio dei suoi cittadini.  Il Comune esiste e opera per garantire libertà, rispetto dei diritti di tutti, promozione, sostegno, valorizzazione delle energie della città.

SUSSIDIARTIETA’

Negli ultimi 5 anni abbiamo impostato un sistema di sussidiarietà orizzontale, dando vita a partnership con i soggetti della società civile per la progettazione e l’erogazione dei servizi pubblici.

È sotteso al discorso del Sindaco, spero che sia solo una mia impressione, un’idea molto centralista che si contrappone alla nostra, fortemente sussidiaria. Abbiamo saputo coinvolgere enti e organizzazioni attraverso modalità di relazioni innovative come la coprogettazione e l’accreditamento, costruendo una rete di protezione sociale sempre più fitta e diffusa. È questo un esempio vero di partecipazione della società civile: la costruzione di un sistema dove ciascuno è soggetto attivo e mette in campo la propria capacità di costruire capitale sociale nell’interesse di tutti. (Populismo è altra cosa dalla democrazia partecipata).

Lascio ai Bilanci Sociali e a quello di Mandato e Sussidiarietà la rendicontazione puntuale e trasparente del mio operato. Si tratta di un metodo scientifico di restituzione ai cittadini.

Quello che abbiamo costruito, non dimentichiamo, è stato fatto in un contesto economico mondiale in profonda crisi, senza aggravi per i cittadini, mantenendo inalterato il sistema tariffario dei servizi pubblici locali e i contributi dei cittadini ai servizi (trasporti, acqua, Tarsu, etc.).

Ascoltando il discorso del Sindaco ho avuto l’impressione di trovarmi davanti ad un elenco di intenzioni. Mi auguro che si trasformino in azioni concrete per la città. Non faremo mancare il nostro contributo di opposizione ferma e costruttiva.

Buon lavoro a tutti.

Grazie